La bozza di legge di bilancio 2027 (versione ottobre 2026 in discussione al MEF) contiene 3 modifiche pesanti per gli affitti brevi in Puglia. Se passa nella forma attuale, la tassazione salta al 26% dal primo immobile in zone turistiche. Ecco cosa fare oggi per limitare l'impatto.
Le 3 modifiche in bozza
- Cedolare 26% dal 1° immobile in Comuni classificati ad alta tensione turistica (lista MiTur, Puglia: 47 Comuni)
- Addizionale regionale opzionale fino al +2% (Regione Puglia orientata a introdurla)
- Esenzione borghi <5.000 abitanti (aliquota 21% mantenuta)
Impatto reale su Bari, Lecce, Ostuni
Un host con 1 immobile a Bari centro che fattura 35.000€ lordi passerebbe da 7.350€ tasse (21%) a 9.100€ (26%) = +1.750€/anno. Con addizionale regionale 2%: +2.450€/anno vs oggi.
Le 5 mosse legali da fare oggi
- Verificare se il Comune è in lista MiTur (Bari, Lecce, Ostuni, Monopoli, Polignano, Alberobello, Otranto, Gallipoli, Vieste, Peschici probabili)
- Valutare intestazione parziale a coniuge/figli in regime separato
- Se possiedi 2° immobile in borgo <5.000 ab.: potenziare quello (esenzione)
- Valutare passaggio a regime forfettario partita IVA se fatturato <85k
- Anticipare cessioni/donazioni entro dicembre 2026 se in programma
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FAQ
Quando entra in vigore la nuova cedolare?
Se la legge passa entro 31/12/2026, dal 1° gennaio 2027. Retroattività non prevista nella bozza attuale.
Trulli e masserie sono esenti?
Solo se ubicati in Comuni <5.000 abitanti. Cisternino (11k) e Locorotondo (14k) rientrerebbero nella tassazione 26%.
Passare a partita IVA conviene?
Sì sopra i 25.000€ di fatturato annuo per singolo immobile, con forfettario 15% + gestione costi. Analisi caso per caso.
Ultimo aggiornamento: 01/10/2026. Fonti: Agenzia delle Entrate, Ministero del Turismo (BDSR), Regione Puglia, Polizia di Stato.