Fisco

Cedolare secca o partita IVA nel 2027: quale conviene davvero

La partita IVA conviene solo sopra una certa soglia: tre simulazioni reali 2027 con il netto finale a confronto, contributi compresi.

Pubblicato il 06/05/2027 · 8 min di lettura

La domanda arriva quasi sempre nello stesso momento: quando il secondo o terzo immobile inizia a produrre reddito serio. La risposta non è ideologica, è aritmetica.

Abbiamo simulato tre scenari reali del 2027 con ricavi di 25.000€, 55.000€ e 90.000€, confrontando cedolare secca, forfettario e regime ordinario d'impresa, contributi INPS inclusi.

Scenario 1 — 25.000€ di ricavi

Con un solo immobile la cedolare al 21% costa 5.250€ e chiude la partita. Il forfettario con coefficiente 40% produrrebbe un imponibile di 10.000€, imposta 500€ al 5% ma con contributi INPS gestione commercianti da circa 4.500€ fissi: totale superiore.

Vince la cedolare secca, senza discussione.

Scenario 2 — 55.000€ su tre immobili

Dal secondo immobile scatta il 26% su tutti tranne uno a scelta. Imposta stimata: circa 13.400€. Con partita IVA forfettaria l'imponibile è 22.000€, imposta al 15% pari a 3.300€ più contributi per circa 5.800€: totale 9.100€.

Qui la partita IVA inizia a convenire, ma vanno considerati costi di commercialista, gestione separata e obblighi SCIA.

Scenario 3 — 90.000€ e più immobili

Sopra la soglia dei 85.000€ il forfettario decade. Si entra in regime ordinario, dove i costi sono deducibili: pulizie, biancheria, utenze, commissioni, ammortamenti.

Con costi reali intorno al 45% dei ricavi, il regime ordinario batte quasi sempre la cedolare al 26%.

Il fattore che tutti dimenticano

L'apertura di partita IVA comporta SCIA al SUAP, obblighi di sicurezza da struttura ricettiva e fatturazione elettronica. Non è solo una scelta fiscale: è un cambio di natura dell'attività.

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FAQ

Sotto quale soglia conviene la cedolare secca?

Fino a circa 30.000€ di ricavi con uno o due immobili la cedolare resta quasi sempre la scelta più conveniente.

Quando conviene la partita IVA forfettaria?

Indicativamente sopra i 45.000-50.000€ di ricavi, quando il risparmio d'imposta supera i contributi INPS fissi.

Il forfettario si può usare fino a quanto?

Fino a 85.000€ di ricavi annui; oltre si passa al regime ordinario.

Aprire partita IVA obbliga alla SCIA?

Sì, l'attività imprenditoriale richiede SCIA al SUAP comunale e i requisiti previsti per le strutture ricettive.

Ultimo aggiornamento: 06/05/2027. Fonti: Agenzia delle Entrate, Ministero del Turismo (BDSR), Regione Puglia, Polizia di Stato.

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